Apri l’app della banca.
Sul display compare:
87.432 euro.
La sensazione è molto semplice:
“Quelli sono i miei soldi.”
Ed è comprensibile.
Puoi fare un bonifico.
Puoi pagare con la carta.
Puoi prelevare.
Puoi comprare un’automobile.
Puoi trasferirli altrove.
Ma prova a farti una domanda leggermente diversa:
dove sono fisicamente quegli 87.432 euro?
Sono conservati in una stanza della tua banca con sopra scritto il tuo nome?
Esistono 87.432 euro in banconote che aspettano soltanto che tu vada a prenderli?
Ovviamente no.
Il numero che vedi sul conto rappresenta qualcosa di diverso.
E comprenderlo non significa diventare complottisti.
Significa semplicemente capire come funziona il sistema nel quale conserviamo gran parte del nostro patrimonio.
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I soldi sul conto non sono conservati in una scatola con il tuo nome
Quando depositi denaro in banca, quel denaro entra nel sistema bancario.
Dal punto di vista contabile, i depositi dei clienti figurano tra le passività della banca. La BCE classifica infatti i depositi sul lato delle passività nei bilanci aggregati delle istituzioni finanziarie.
Detto in maniera estremamente semplice:
la banca ti deve quei soldi.
Tu hai un credito nei suoi confronti.
Questo non significa che il denaro sia sparito.
Non significa che la banca possa fare ciò che vuole.
E soprattutto non significa che domani non potrai più prelevarlo.
Significa soltanto che quello che possiedi è diverso da ciò che molte persone immaginano.
Quando hai:
50.000 euro sul conto
non hai necessariamente 50.000 euro in banconote conservati da qualche parte esclusivamente per te.
Hai un deposito bancario che ti dà diritto a utilizzare e richiedere quella somma secondo le condizioni del rapporto bancario.
Questa distinzione sembra teorica. Finché non arriva un problema.
Nella vita quotidiana non cambia praticamente nulla.
Il sistema funziona.
Fai un bonifico da 1.000 euro.
Il numero passa da:
50.000
a:
49.000.
Tutto normale.
Ma la distinzione tra:
possedere direttamente qualcosa
e
avere un credito verso qualcuno
diventa molto più interessante quando iniziamo a parlare di protezione patrimoniale.
Immagina tre situazioni.
Situazione A
Hai 100.000 euro sul conto corrente.
Situazione B
Hai 100.000 euro di azioni depositate presso un intermediario.
Situazione C
Hai un immobile del valore di 100.000 euro.
In tutti e tre i casi dici:
“Ho 100.000 euro.”
Ma in realtà possiedi tre cose completamente differenti.
Ed è proprio questo il punto.
Il numero in euro può essere uguale. La natura del patrimonio no.
Siamo abituati a misurare tutto in euro.
Casa:
250.000 euro.
Azioni:
100.000 euro.
Oro:
30.000 euro.
Conto:
80.000 euro.
E quindi mentalmente trasformiamo tutto nella stessa cosa.
Ma non lo è.
Un appartamento è un bene fisico.
Un’azione rappresenta una partecipazione in un’impresa.
Un deposito rappresenta un credito nei confronti della banca.
Una banconota è moneta fisica.
Un lingotto è un metallo prezioso.
Un prodotto finanziario collegato all’oro è ancora un’altra cosa.
Il prezzo espresso in euro può essere simile. La struttura giuridica ed economica può essere completamente diversa.
E se la banca fallisse?
È probabilmente la domanda che viene immediatamente in mente.
In Italia esiste un sistema di garanzia dei depositi.
La Banca d’Italia spiega che il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi protegge i depositi fino a 100.000 euro per depositante e per singola banca.
Questa è una protezione importantissima.
Per esempio, se possiedi:
80.000 euro presso Banca A
e
80.000 euro presso Banca B
i depositi possono rientrare separatamente nella copertura prevista per ciascuna banca.
Se invece possiedi due conti nella stessa banca, uno da 60.000 e uno da 80.000 euro, la copertura ordinaria complessiva indicata dalla Banca d’Italia è di 100.000 euro, perché conta la somma detenuta presso quella banca.
E qui troviamo una conferma molto concreta del concetto precedente.
Per gli importi che eccedono la copertura, la Banca d’Italia spiega che il credito del depositante resta iscritto nel passivo della banca in liquidazione e può essere recuperato, anche parzialmente, attraverso la liquidazione degli attivi.
Quella parola è importante:
credito.
Quindi bisogna togliere i soldi dalle banche?
No.
Sarebbe una conclusione completamente sbagliata.
Il conto corrente svolge una funzione fondamentale.
È probabilmente uno degli strumenti più efficienti mai creati per gestire:
stipendi;
pagamenti;
bonifici;
utenze;
risparmi di breve periodo;
fondo di emergenza.
Il punto di questo articolo non è:
“Le banche sono cattive, ritira tutto.”
La domanda è molto più interessante:
“Sono consapevole di che cosa possiedo realmente?”
E soprattutto:
“Voglio che il 100% del mio patrimonio abbia la stessa struttura?”
Facciamo un altro esempio: compri oro attraverso un prodotto finanziario
Qui la questione diventa ancora più interessante.
Vuoi investire 20.000 euro in oro.
Apri il tuo broker.
Cerchi un prodotto che segue il prezzo dell’oro.
Clicchi:
COMPRA.
Da quel momento potresti dire:
“Possiedo 20.000 euro d’oro.”
Ma è sempre vero?
Non necessariamente.
Dipende dallo strumento acquistato.
Esistono prodotti finanziari differenti, costruiti in modi differenti.
Alcuni sono supportati da oro fisico custodito.
Altri utilizzano strutture differenti.
E soprattutto:
comprare un titolo che ti dà esposizione al prezzo dell’oro non equivale automaticamente ad avere un lingotto di tua proprietà dentro una cassaforte con il tuo nome.
Un esempio concreto
Prendiamo uno dei maggiori prodotti europei legati all’oro fisico, iShares Physical Gold ETC.
Il documento informativo ufficiale spiega che si tratta tecnicamente di titoli di debito garantiti collegati all’oro fisico, non di quote di un fondo comune tradizionale. La società detiene oro fisico e ogni titolo ha una determinata quantità di metallo sottostante.
L’oro esiste davvero.
Il prodotto è fisicamente collateralizzato.
Ma il piccolo investitore che compra il titolo in Borsa compra il titolo.
Normalmente acquista e vende quel titolo sul mercato secondario attraverso il proprio broker; non sta andando nel caveau a prendere la sua porzione di lingotto.
Questo non rende il prodotto necessariamente migliore o peggiore dell’oro fisico.
Lo rende:
diverso.
Ed è proprio questa distinzione che interessa.
“ETF oro” e oro fisico non sono sinonimi
Nel linguaggio comune chiamiamo spesso questi strumenti:
ETF sull’oro.
Tecnicamente, in Europa molti prodotti fisici sull’oro sono strutturati come ETC, quindi è sempre importante controllare il documento specifico.
Un prodotto quotato può essere estremamente comodo.
Clicchi e compri.
Clicchi e vendi.
Non devi custodire nulla.
Non devi installare una cassaforte.
Puoi acquistare cifre relativamente piccole.
Puoi vedere il valore in tempo reale.
Sono vantaggi reali.
Ma se il tuo obiettivo è:
“Voglio possedere fisicamente dell’oro”
allora devi chiederti se lo strumento acquistato ti sta dando quello che realmente desideri.
Perché:
esposizione economica all’oro
e
possesso diretto dell’oro
sono due concetti differenti.
È come dire: voglio investire negli immobili
Immagina di comprare azioni di una società che possiede cento palazzi.
Se il valore degli immobili sale, probabilmente potrai beneficiarne.
Ma non puoi andare davanti a uno dei palazzi e dire:
“L’appartamento 14 è mio.”
Possiedi un’attività finanziaria collegata a quell’impresa.
Non necessariamente uno specifico appartamento.
Con l’oro bisogna fare una distinzione analoga.
Puoi avere:
esposizione finanziaria al prezzo dell’oro
oppure:
oro fisico posseduto direttamente.
Entrambe le soluzioni possono avere senso.
Dipende dall’obiettivo.
Oro fisico: qui il concetto cambia
Immagina invece di acquistare:
50 grammi d’oro fisico.
Lo ritiri.
È nelle tue mani.
Puoi pesarlo.
Puoi custodirlo.
Puoi trasferirlo.
Puoi decidere dove conservarlo.
A quel punto non stai semplicemente osservando una posizione da 50 grammi all’interno di un’applicazione.
Possiedi fisicamente il metallo.
Ed è una differenza che per alcuni investitori non ha alcuna importanza.
Per altri è esattamente il motivo per cui acquistano oro.
Ma il possesso diretto ha anche degli svantaggi
Sarebbe scorretto raccontare soltanto il lato positivo.
Se possiedi oro fisico direttamente hai anche un problema che chi possiede un prodotto finanziario non ha nello stesso modo:
devi custodirlo.
Potresti aver bisogno di:
una cassaforte;
una cassetta di sicurezza;
un servizio professionale di custodia;
una strategia per evitare furti e accessi non autorizzati.
Inoltre, per vendere oro fisico devi passare attraverso un operatore e verificare le condizioni di riacquisto.
Un titolo quotato, invece, può generalmente essere venduto dal computer durante gli orari di mercato.
Quindi ancora una volta:
non esiste una soluzione perfetta.
Esistono strumenti differenti per obiettivi differenti.
La domanda diventa: da chi dipende il tuo patrimonio?
Proviamo ora a guardare tutto da un punto di vista differente.
Hai 200.000 euro.
Ma dove sono?
Magari:
100.000 euro sul conto
dipendono dal rapporto con la banca.
50.000 euro in strumenti finanziari
dipendono dal mercato e dall’infrastruttura finanziaria utilizzata per detenerli.
30.000 euro in un immobile
sono incorporati in un bene fisico, ma poco liquido.
20.000 euro in oro fisico
sono incorporati direttamente nel metallo.
Non stiamo dicendo che questa sia la divisione corretta.
È soltanto un esempio.
Ma mostra perfettamente perché la domanda:
“Quanto denaro hai?”
è molto meno interessante della domanda:
“Che cosa possiedi realmente?”
E Bitcoin?
Anche Bitcoin rende questa discussione interessante.
Se compri Bitcoin attraverso una piattaforma e lo lasci sull’exchange, dipendi anche dalla struttura che ti consente di accedere all’asset.
Se invece detieni direttamente le chiavi private, il modello di possesso cambia.
Non stiamo dicendo che una modalità sia necessariamente migliore.
Il parallelo serve per comprendere un principio molto più ampio:
la forma attraverso cui possiedi un asset conta.
Non basta sapere:
“Ho 10.000 euro in Bitcoin.”
“Ho 20.000 euro in oro.”
“Ho 100.000 euro sul conto.”
Bisogna capire:
che diritto possiedo?
verso chi?
chi controlla l’asset?
come posso accedervi?
cosa succede se l’intermediario ha un problema?
Questa non è paranoia. È educazione finanziaria.
Quando iniziamo a fare queste domande, qualcuno potrebbe pensare:
“State prevedendo il collasso delle banche.”
No.
Il sistema finanziario moderno permette ogni giorno a miliardi di persone e imprese di effettuare operazioni con un’efficienza straordinaria.
Comprendere la struttura di ciò che possediamo non significa aspettare la fine del mondo.
Significa semplicemente non confondere strumenti differenti soltanto perché sullo schermo vengono tutti espressi in euro.
Una persona può tranquillamente decidere di tenere gran parte del patrimonio in banca.
Un’altra può preferire investimenti finanziari.
Un’altra può comprare immobili.
Un’altra ancora può aggiungere oro.
La cosa importante è che sia una scelta.
Non un automatismo.
Prova a fare l’inventario del tuo patrimonio
È un esercizio molto semplice.
Prendi un foglio.
Scrivi tutto quello che possiedi.
Ma invece di scrivere soltanto il valore, aggiungi una seconda colonna:
“Che cosa possiedo realmente?”
Per esempio:
| Valore | Cosa possiedo realmente |
|---|---|
| 70.000 € | Deposito presso una banca |
| 80.000 € | Titoli finanziari |
| 250.000 € | Immobile |
| 20.000 € | Oro fisico |
| 10.000 € | Criptovalute |
Poi aggiungi una terza domanda:
“Da chi o da cosa dipende questo patrimonio?”
Il risultato potrebbe sorprenderti.
Potresti scoprire che hai comprato molti prodotti differenti ma che, in realtà, gran parte del patrimonio dipende dagli stessi intermediari e dalle stesse infrastrutture.
Possesso e liquidità sono due cose differenti
Qui dobbiamo evitare un altro errore.
Possedere qualcosa direttamente non significa automaticamente che sia più utile.
Immagina di avere 100.000 euro in oro fisico.
Poi domani devi pagare:
1.200 euro di affitto.
Non puoi normalmente prendere un coltello, tagliare un pezzetto del lingotto e consegnarlo al proprietario.
Per la vita quotidiana il conto corrente è infinitamente più pratico.
Ed è proprio per questo che una strategia patrimoniale sensata può avere strumenti differenti.
Liquidità per vivere.
Asset produttivi per cercare crescita.
Beni reali per diversificazione.
Non dobbiamo trasformare tutto in oro.
Dobbiamo capire perché possediamo ogni cosa.
La domanda che dovresti fare prima di ogni investimento
Prima di comprare qualcosa prova a chiederti:
“Che cosa sto comprando realmente?”
Non:
“Quanto rende?”
Non:
“Quanto può salire?”
Non:
“Lo consigliano tutti?”
Prima ancora:
che cosa possiedo?
Se compro un’obbligazione, sto prestando denaro.
Se compro un’azione, sto acquistando una partecipazione.
Se deposito denaro in banca, ho un credito verso l’istituto.
Se compro uno strumento finanziario legato all’oro, possiedo quello strumento secondo la sua specifica struttura.
Se compro oro fisico e lo ritiro, possiedo direttamente il metallo.
Sono differenze enormi.
Ed è uno dei motivi per cui alcune persone scelgono oro fisico
Non necessariamente perché credono che l’oro raddoppierà.
Non necessariamente perché aspettano una crisi.
E nemmeno perché non si fidano delle banche.
Per alcune persone la motivazione è molto più semplice:
vogliono che una piccola parte del proprio patrimonio non sia soltanto un credito o una posizione visualizzata sullo schermo.
Vogliono possedere direttamente un bene.
L’oro è una delle possibilità.
Non l’unica.
E non deve necessariamente rappresentare una grande percentuale del patrimonio.
Ma ha caratteristiche differenti rispetto a molti strumenti finanziari.
Se vuoi possedere realmente oro fisico
Ed è soltanto a questo punto che entra in gioco OroSubito.com.
Il nostro servizio è rivolto a chi non vuole semplicemente seguire la quotazione dell’oro attraverso uno strumento finanziario, ma ha deciso di acquistare oro fisico da investimento.
Attraverso OroSubito lavoriamo con un sistema orientato all’acquisto all’ingrosso, con un quantitativo minimo ordinario di 50 grammi.
L’obiettivo è molto semplice:
se hai deciso di trasformare una parte del tuo patrimonio in oro fisico, cercare di fare in modo che la maggiore quantità possibile del capitale investito si trasformi effettivamente in oro, riducendo quanto possibile i sovrapprezzi tipici della vendita retail.
→ Puoi richiedere una quotazione su OroSubito.com/acquisto/
Non devi acquistare per chiedere informazioni.
Puoi verificare il prezzo, confrontarlo con altri operatori e decidere successivamente.
Ma prima fai questo esperimento
Apri oggi il tuo conto.
Guarda il tuo patrimonio.
Poi chiediti:
“Dove sono realmente i miei soldi?”
Quanta parte è:
in banca?
nei mercati finanziari?
negli immobili?
nelle attività che possiedi?
in beni fisici?
in oro?
E soprattutto:
quanto del tuo patrimonio possiedi direttamente senza dipendere dalla promessa, dal debito o dall’infrastruttura di qualcun altro?
Scrivi la tua risposta nei commenti qui sotto.
Non servono cifre precise.
Puoi anche scrivere semplicemente:
80% sistema finanziario / 20% beni fisici
oppure:
100% banca
oppure:
50% immobili / 30% investimenti / 10% liquidità / 10% oro.
E poi rispondi alla domanda che probabilmente farà discutere di più:
per te 50.000 euro sul conto corrente e 50.000 euro di oro fisico rappresentano davvero la stessa forma di ricchezza?
Siamo curiosi di leggere le vostre opinioni.
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